Ho accettato di difendere Pino Maniaci, insieme abbiamo combattuto la stessa battaglia sul caso beni confiscati

Pino Maniaci e Antonio Ingroia

Ho accettato di difendere Pino Maniaci già mesi fa, quando l’avvocato Cappellano Seminara preannunciò nei suoi confronti una denuncia per stalking dopo alcune inchieste giornalistiche che Maniaci aveva realizzato. Il conferimento dell’incarico ora, di fronte alle presunte accuse di estorsione, è stata dunque la naturale conseguenza del fatto che Maniaci come giornalista e io come avvocato abbiamo condotto, in questi mesi, la stessa battaglia per la verità sul caso Saguto e l’indagine attorno alla gestione dei beni sequestrati che ha travolto la sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo.

Maniaci si professa totalmente estraneo rispetto a quanto, secondo la stampa, gli viene contestato. In ogni caso non ha ricevuto alcuna comunicazione. Dunque due sono i casi: se l’indagine esiste, allora si fonda su delle calunnie e per questa querelerà i calunniatori. In più ci sarebbe anche il reato di rivelazione del segreto d’ufficio, i responsabili del quale non possono che essere alla procura di Palermo o tra gli investigatori, nei confronti dei quali ovviamente procederemo in sede legale. Maniaci comunque non ha niente da nascondere ed è pronto a chiarire tutto. Se l’indagine invece non esiste, allora la notizia è una bufala ed è pronto a denunciare chi ha messo in giro notizie false sul suo conto. In tutti e due casi chiediamo alla procura di Palermo di uscire dal suo silenzio e di rendere noto come stanno le cose.

 

 

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